ACTA BENEDICTI PP. XVI

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 Acta Benedicti Pp. XVI 99

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 Acta Benedicti Pp. XVI 103

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale104

 Acta Benedicti Pp. XVI 105

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 Acta Benedicti Pp. XVI 107

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale108

 Acta Benedicti Pp. XVI 109

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 Acta Benedicti Pp. XVI 111

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale112

 Acta Benedicti Pp. XVI 113

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale114

 Acta Benedicti Pp. XVI 115

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale116

 Acta Benedicti Pp. XVI 117

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale118

 Acta Benedicti Pp. XVI 119

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale120

 Acta Benedicti Pp. XVI 121

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale122

 Acta Benedicti Pp. XVI 123

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale124

 Acta Benedicti Pp. XVI 125

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale126

 Acta Benedicti Pp. XVI 127

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale128

 Acta Benedicti Pp. XVI 129

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale130

 Congregatio pro Episcopis 131

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale132

 Congregatio pro Gentium Evangelizatione 133

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale134

 Diarium Romanae Curiae 135

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale136

Acta Benedicti Pp. XVI 83

in Cristo di ogni tempo e di ogni luogo. È importante, però, sottolineare che

questa testimonianza, allora come oggi, nasce dall'incontro col Risorto, si

nutre del rapporto costante con Lui, è animata dall'amore profondo verso

di Lui. Solo chi ha fatto esperienza di sentire il Cristo presente e vivo -

« Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! » 3 -, di sedersi a mensa

con Lui, di ascoltarlo perché faccia ardere il cuore, può essere Suo testimone!

Per questo, Gesù promette ai discepoli e a ciascuno di noi una potente assi-

stenza dall'alto, una nuova presenza, quella dello Spirito Santo, dono del

Cristo risorto, che ci guida alla verità tutta intera: « Ed ecco, io mando su

di voi colui che il Padre mio ha promesso ».4 Gli Undici spenderanno tutta la

vita per annunciare la buona notizia della morte e risurrezione del Signore e

quasi tutti sigilleranno la loro testimonianza con il sangue del martirio, seme

fecondo che ha prodotto un raccolto abbondante.

La scelta del tema della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani di

quest'anno, l'invito, cioè, ad una testimonianza comune del Cristo risorto

secondo il mandato che Egli ha affidato ai discepoli, è legata al ricordo del

centesimo anniversario della Conferenza missionaria di Edimburgo in Scozia,

che viene considerato da molti come un evento determinante per la nascita

del movimento ecumenico moderno. Nell'estate del 1910, nella capitale scoz-

zese si incontrarono oltre mille missionari, appartenenti a diversi rami del

Protestantesimo e dell'Anglicanesimo, a cui si unı̀ un ospite ortodosso, per

riflettere insieme sulla necessità di giungere all'unità per annunciare credi-

bilmente il Vangelo di Gesù Cristo. Infatti, è proprio il desiderio di annun-

ciare agli altri il Cristo e di portare al mondo il suo messaggio di riconcilia-

zione che fa sperimentare la contraddizione della divisione dei cristiani. Come

potranno, infatti, gli increduli accogliere l'annuncio del Vangelo se i cristiani,

sebbene si richiamino tutti al medesimo Cristo, sono in disaccordo tra loro?

Del resto, come sappiamo, lo stesso Maestro, al termine dell'Ultima Cena,

aveva pregato il Padre per i suoi discepoli: « Che tutti siano una sola cosa...

perché il mondo creda ».5 La comunione e l'unità dei discepoli di Cristo è,

dunque, condizione particolarmente importante per una maggiore credibilità

ed efficacia della loro testimonianza.

Ad un secolo di distanza dall'evento di Edimburgo, l'intuizione di quei

coraggiosi precursori è ancora attualissima. In un mondo segnato dall'indif-

3 Lc 24, 39. 4 Lc 24, 49. 5 Gv 17, 21.