ACTA BENEDICTI PP. XVI

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 Acta Benedicti Pp. XVI 77

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 Acta Benedicti Pp. XVI 79

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 Acta Benedicti Pp. XVI 81

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 Acta Benedicti Pp. XVI 85

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 Acta Benedicti Pp. XVI 91

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 Acta Benedicti Pp. XVI 99

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 Acta Benedicti Pp. XVI 103

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale104

 Acta Benedicti Pp. XVI 105

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 Acta Benedicti Pp. XVI 107

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale108

 Acta Benedicti Pp. XVI 109

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale110

 Acta Benedicti Pp. XVI 111

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale112

 Acta Benedicti Pp. XVI 113

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale114

 Acta Benedicti Pp. XVI 115

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale116

 Acta Benedicti Pp. XVI 117

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale118

 Acta Benedicti Pp. XVI 119

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale120

 Acta Benedicti Pp. XVI 121

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale122

 Acta Benedicti Pp. XVI 123

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale124

 Acta Benedicti Pp. XVI 125

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale126

 Acta Benedicti Pp. XVI 127

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale128

 Acta Benedicti Pp. XVI 129

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale130

 Congregatio pro Episcopis 131

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale132

 Congregatio pro Gentium Evangelizatione 133

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale134

 Diarium Romanae Curiae 135

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale136

Acta Benedicti Pp. XVI 77

uomini di tutti i secoli, perché sotto la sua signoria percorrano la strada

dell'amore, che trasfigura il mondo. Tuttavia, anche se i pochi di Betlemme

sono diventati molti, i credenti in Gesù Cristo sembrano essere sempre pochi.

Molti hanno visto la stella, ma solo pochi ne hanno capito il messaggio. Gli

studiosi della Scrittura del tempo di Gesù conoscevano perfettamente la

parola di Dio. Erano in grado di dire senza alcuna difficoltà che cosa si

poteva trovare in essa circa il luogo in cui il Messia sarebbe nato, ma, come

dice sant'Agostino: « è successo loro come le pietre miliari (che indicano la

strada): mentre hanno dato indicazioni ai viandanti in cammino, essi sono

rimasti inerti e immobili ».3

Possiamo allora chiederci: qual è la ragione per cui alcuni vedono e tro-

vano e altri no? Che cosa apre gli occhi e il cuore? Che cosa manca a coloro che

restano indifferenti, a coloro che indicano la strada ma non si muovono?

Possiamo rispondere: la troppa sicurezza in se stessi, la pretesa di conoscere

perfettamente la realtà, la presunzione di avere già formulato un giudizio

definitivo sulle cose rendono chiusi ed insensibili i loro cuori alla novità di

Dio. Sono sicuri dell'idea che si sono fatti del mondo e non si lasciano più

sconvolgere nell'intimo dall'avventura di un Dio che li vuole incontrare.

Ripongono la loro fiducia più in se stessi che in Lui e non ritengono possibile

che Dio sia tanto grande da potersi fare piccolo, da potersi davvero avvici-

nare a noi.

Alla fine, quello che manca è l'umiltà autentica, che sa sottomettersi a ciò

che è più grande, ma anche il coraggio autentico, che porta a credere a ciò che

è veramente grande, anche se si manifesta in un Bambino inerme. Manca la

capacità evangelica di essere bambini nel cuore, di stupirsi, e di uscire da sé

per incamminarsi sulla strada che indica la stella, la strada di Dio. Il Signore

però ha il potere di renderci capaci di vedere e di salvarci. Vogliamo, allora,

chiedere a Lui di darci un cuore saggio e innocente, che ci consenta di vedere

la stella della sua misericordia, di incamminarci sulla sua strada, per trovarlo

ed essere inondati dalla grande luce e dalla vera gioia che egli ha portato in

questo mondo. Amen!

3 Sermo 199. In Epiphania Domini, 1, 2.