ACTA BENEDICTI PP. XVI

 pro Gentium Evangelizatione subicimus. Praeterea iubemus episcopalem se-

 Acta Benedicti Pp. XVI 59

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 Acta Benedicti Pp. XVI 61

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale62

 Acta Benedicti Pp. XVI 63

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 Acta Benedicti Pp. XVI 97

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale98

 Acta Benedicti Pp. XVI 99

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 Acta Benedicti Pp. XVI 101

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale102

 Acta Benedicti Pp. XVI 103

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale104

 Acta Benedicti Pp. XVI 105

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale106

 Acta Benedicti Pp. XVI 107

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale108

 Acta Benedicti Pp. XVI 109

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale110

 Acta Benedicti Pp. XVI 111

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale112

 Acta Benedicti Pp. XVI 113

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale114

 Congregatio pro Episcopis 115

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale116

 DIARIUM ROMANAE CURIAE

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale118

 Diarium Romanae Curiae 119

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale120

Acta Benedicti Pp. XVI 95

NUNTII

I

Occasione Quadragesimalis temporis anno 2008.

«Cristo si è fatto povero per voi » (2 Cor 8, 9).

Cari fratelli e sorelle!

1. Ogni anno, la Quaresima ci offre una provvidenziale occasione per

approfondire il senso e il valore del nostro essere cristiani, e ci stimola a

riscoprire la misericordia di Dio perché diventiamo, a nostra volta, più mi-

sericordiosi verso i fratelli. Nel tempo quaresimale la Chiesa si preoccupa di

proporre alcuni specifici impegni che accompagnino concretamente i fedeli in

questo processo di rinnovamento interiore: essi sono la preghiera, il digiuno e

l'elemosina. Quest'anno, nel consueto Messaggio quaresimale, desidero soffer-

marmi a riflettere sulla pratica dell'elemosina, che rappresenta un modo

concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio

ascetico per liberarsi dall'attaccamento ai beni terreni. Quanto sia forte la

suggestione delle ricchezze materiali, e quanto netta debba essere la nostra

decisione di non idolatrarle, lo afferma Gesù in maniera perentoria: « Non

potete servire a Dio e al denaro ».1 L'elemosina ci aiuta a vincere questa

costante tentazione, educandoci a venire incontro alle necessità del prossimo

e a condividere con gli altri quanto per bontà divina possediamo. A questo

mirano le collette speciali a favore dei poveri, che in Quaresima vengono

promosse in molte parti del mondo. In tal modo, alla purificazione interiore

si aggiunge un gesto di comunione ecclesiale, secondo quanto avveniva già

nella Chiesa primitiva. San Paolo ne parla nelle sue Lettere a proposito della

colletta a favore della comunità di Gerusalemme.2

2. Secondo l'insegnamento evangelico, noi non siamo proprietari bensı̀

amministratori dei beni che possediamo: essi quindi non vanno considerati

come esclusiva proprietà, ma come mezzi attraverso i quali il Signore chiama

1 Lc 16, 13. 2 Cfr 2 Cor 8-9; Rm 15, 25-27.